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| PAPIRI
EGIZIANI RISALENTI AL 1600 a. C. |
| 1) |
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Il
papiro di Eber (1873)
descrive, senza distinguerle, le tumefazioni infiammatorie
e i tumori maligni. Vi si consigliano, quale trattamento,
un cataplasma seguito da incisione. |
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Il papiro
di Smith (1862)
descrive, si tratta, in realtà, del primo
trattato chirurgico di cui si ha notizia: si insegnava
il trattamento per tumori non infetti della mammella,
presumibilmente neoplasie maligne.senza distinguerle,
le tumefazioni infiammatorie e i tumori maligni.
Vi si consigliano, quale trattamento, un cataplasma
seguito da incisione. |
| 2) |
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Il termine
di carcinoma, derivato dal greco karkinos (granchio),
fu usato per la prima volta da Ippocrate di Coo,
nato verso il 460 a. C. |
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La prima
descrizione, morfologica, che paragona un carcinoma
ad un granchio, si deve ad Ippocrate; qualcuno
l’attribuisce, tuttavia a Paolo di Egina,
650 d. C. |
| 3) |
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Un ulteriore
descrizione del cancro, con un tentativo di distinzione
fra i carcinomi e le tumefazioni infiammatorie,
si deve ad Aurelio Cornelio Celso, vissuto intorno
al 30 d.C. |
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La più
antica opera scritta sul cancro che abbia pretese
scientifiche, giunta fino a noi, fu composta a
Roma da Celso nel 30 d.C. (essa è comunque
una compilazione derivata da fonti greche). |
| 4) |
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Da Aglancone,
vissuto nel II secolo d.C. e maestro di Galeno,
è venuta la prima osservazione che il trattamento
chirurgico delle neoplasie può determinare
la guarigione. |
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Il grande
Galeno di Pergamo (131 – 201 d.C.) introdusse
il termine sarcoma riferendosi ai tumori carnosi.
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