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Un ulteriore,
consistente progresso scientifico venne dalle
osservazioni di Giovanni Battista Morgagni (1682-1771).
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Nell’opera
monumentale sulle localizzazioni e le cause delle
malattie, mise in relazione i risultati di 700
autopsie con la sintomatologia clinica. |
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Il termine
“cellula” fu adoperato per la prima
volta da Robert Hooke che lo propose nel 1665
descrivendo il processo di divisione delle cellule
vegetali.
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La prima
formulazione della “terapia cellulare”
si deve a Theodor Schwann (1810-1852) allievo
di Johannes Muller.
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Schwann
considerò l’uovo, elemento iniziale
di ogni organismo animale e vegetale, una cellula.
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L’evoluzione
dell’uovo, in un animale completo o in una
pianta, venne descritta da Schwann come conseguenza
di divisioni successive della cellula uovo. |
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La dimostrazione
definitiva che la cellula è l’unità
fondamentale dei processi biologici e dei processi
patologici venne dal grande patologo berlinese
Rudolph Virkow (1821-1902).
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Questi
pubblicò nella “patologia cellulare”
nel 1858, un’analisi dei tessuti patologici
dal punto di vista della formazione delle cellule
e della loro struttura. |
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Omnis
cellula e cellula (R. Virchow). |
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Virchow
propose che la trasformazione neoplastica avvenisse
in seguito ad una predisposizione personale o
ereditaria ed all’irritazione cronica. |
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La teoria
dell’origine cellulare del cancro fu estesa
poco dopo alle metastasi. |
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Quest’ultimo
termine fu usato per la prima volta da Joseph
Claude Recamier quando intorno al 1830, osservò
una lesione secondaria nel cervello di una donna
affetta da una neoplasia mammaria. |
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Il ruolo
delle cellule neoplastiche nella formazione delle
metastasi fu stabilito nei tumori della cute,
per via istologica, da Karl Tiersch (1822-1895).
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3000
anni per dimostrare che alla base delle neoplasie
maligne esistono delle modificazioni cellulari.
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