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RISULTATI PER LA LETTERA:
I
Termine
Descrizione
 
IORT La IORT (RT intraoperatoria) La IORT è un trattamento radioterapico eseguito a cielo aperto durante un intervento chirurgico con la somministrazione di una dose singola. NOVAC 7 è un acceleratore lineare di elettroni dedicato alla IORT che può essere impiegato in una normale sala operatoria. Mobile e facilmente bloccabile, può produrre fasci di elettroni di 4 differenti energie nominali: 3, 5, 7, 9 MeV La IORT viene utilizzata soprattutto a livello addominale e pelvico per il trattamento di alcune forme tumorali del pancreas, dello stomaco, delle strutture retroperitoneali, dell’utero e della vescica. Inoltre può essere usata per i tumori mediastinici e polmonari, oltre che per i tumori endocranici sopratentoriali e del distretto cervico-facciale. Tale tecnica ha vantaggi quali la diminuzione della recidive locali, ma anche svantaggi come rischi di infezione e prolungamento dell’anestesia, scarsa produttività, costi alti e problemi legati alla radioprotezione. L’acceleratore, infatti, produce una piccola quantità di radiazione dispersa, la cui sorgente principale è il paziente, che si comporta come un “bersaglio” per il fascio, e converte in raggi X lo 0.3 - 0.5 % dell’energia degli elettroni. L’apparecchiatura è mobile rispetto ai 4 assi: Azimuth, Elevazione, Inclinazione e Rotazione. Esistono inoltre applicatori piani che fungono da collimatori con spessore da 40 ai 100 mm e angoli terminali da 0°, 22.5°, e 45°. Tecniche di irradiazione totale cutanea (TBI) È utilizzata per epidermiti e dermatiti superficiali con elettroni da 2-4 MeV, normalmente si utilizzano 6 campi in due sedute di trattamento: 1° Giorno AP, OPD, OPS 2° Giorno PA, OAD, OAS
 
INFORMAZIONI SULLA RADIOTERAPIA ONCOLOGICA INFORMAZIONI SULLA RADIOTERAPIA ONCOLOGICA Brevi informazioni per il Medico di base con il patrocinio (anno 1996-97) della Associazione Italiana di Radioterapia Oncologica Concetti di base Le indicazioni Cliniche Radioterapia esclusiva con finalità di cura Radioterapia in associazione alla chirurgia per finalità di cura Radioterapia in associazione alla chemioterapia per finalità di cura Radioterapia con finalità palliativa Le apparecchiature radianti Il personale del Reparto di Radioterapia L'iter del paziente sottoposto a Radioterapia La terapia di supporto degli effetti collaterali Nausea e vomito Nutrizione e dieta Stipsi Diarrea Patologia cutanea radioindotta Mucosite Esofagite Gastrite (dispepsia clinica) Cistite Proctite Tossicità ematologica Anemia Leucopenia Piastrinopenia Tecniche e metodiche speciali in Radioterapia Testo a cura di: Renzo Corvò, Paola Franzone, Stefania Giudici, Vito Vitale (Oncologia Radioterapica - Istituto Nazionale per la Ricerca sul Cancro di Genova) Stesura: Stefania Orcamo CONCETTI DI BASE La radioterapia oncologica è una modalità di cura dei tumori di tipo loco-regionale; questo significa che fondamentalmente trova impiego nel trattamento del tumore primitivo e delle sue provate o probabili diffusioni contigue o linfatiche. Lo scopo di un trattamento radiante è l'uccisione di tutte le cellule neoplastiche presenti nell'area irradiata: la dose di radioterapia viene frazionata nel tempo (in genere 5 frazioni alla settimana di 2 Gy, intervallate di 24 ore) per indurre un effetto differenziale tra tessuti sani (che attiverebbero fenomeni di riparazione del danno e di ripopolamento) e tumorali (che andrebbero incontro a fenomeni cellulari di morte mitotica, necrosi, morte di tipo apoptotico) e quindi ottenere un guadagno terapeutico. Se il numero assoluto di cellule tumorali è troppo alto, l'azione della radioterapia può essere inefficace e sono pertanto indicate integrazioni con la chirurgia e/o chemioterapia. La radioterapia è inoltre validamente impiegata, negli stadi più avanzati della malattia oncologica, per la palliazione di sintomi come il dolore o il sanguinamento o legati a compressioni od ostruzioni. In genere circa il 60% di tutti i pazienti affetti da cancro necessitano di una terapia radiante con finalità curative o palliative. INDICE INDICAZIONI CLINICHE DELLA RADIOTERAPIA ONCOLOGICA Radioterapia esclusiva con finalità di cura Tumori Indicazioni Testa e collo cura dei tumori squamocellulari di alcune sedi (pavimento orale, corpo linguale, trigono retromolare, tonsilla, glottide) diagnosticati in stadio iniziale. Risultati comparabili a quelli della chirurgia (sopravvivenza a 5 anni: 70-90%) trattamento esclusivo dei tumori del rinofaringe indipendentemente dallo stadio di malattia. Cervice uterina cura dei tumori in stadio iniziale mediante brachiterapia endouterina e vaginale. Risultati sovrapponibili a quelli offerti dalla chirurgia (sopravvivenza a 5 anni: 60-80%) trattamento degli stadi avanzati mediante radioterapia esterna e supplemento di dose con brachiterapia endocavitaria (sopravvivenza a 5 anni: 30-50%). Cute cura definitiva di tumori baso o spino-cellulare della cute insorti in sedi di difficile o mutilante exeresi: dorso nasale, palpebre, fronte cuoio capelluto, padiglione auricolare, regione peniena. Prostata trattamento radicale degli adenocarcinomi prostatici in stadio iniziale (estensione intracapsulare o con minima invasione extracapsulare). Morbo di Hodgkin la radioterapia è indicata mediante tecniche specifiche a campi estesi in presenza di malattia con interessamento linfonodale limitato e senza sintomi sistemici (sopravvivenza a 10 anni: 85-95%). INDICE Radioterapia in associazione alla chirurgia per finalità di cura Tumori Indicazioni Mammella irradiazione della mammella a scopo precauzionale dopo interventi conservativi per adenocarcinoma: controllo di eventuali microfoci residui e conseguente riduzione del rischio di recidiva locale. irradiazione della parete mammaria dopo interventi radicali se evidente è il rischio di ricaduta cutanea o sottocutanea Retto irradiazione dello scavo pelvico dopo interventi conservativi o radicali in caso di rischio di ricaduta (infiltrazione della parete rettale a tutto spessore, linfonodi pelvici positivi). irradiazione pelvica pre-operatoria per rendere radicale l'intervento chirurgico o mirante a conservare lo sfintere anale. Testa-collo dopo interventi radicali se vi è evidenza di margine di resezione infiltrato da tumore, segni di invasione tumorale perilinfatica e perineurale, invasione linfonodale extracapsulare, infiltrazione dei tessuti molli peritumorali. Sarcomi delle Parti Molli sterilizzazione del letto tumorale dopo interventi chirurgici conservativi (specie per sarcomi a carico degli arti). Testicolo irradiazione precauzionale delle prime stazioni linfonodali (lomboaortiche) dopo interventi di orchifunicolectomia inguinale per seminoma tipico. Polmone irradiazione profilattica delle stazioni linfonodali mediastiniche dopo interventi chirurgici ad intento radicale. INDICE Radioterapia in associazione alla chemioterapia per finalità di cura Tumori Indicazioni Linfomi negli stadi avanzati di linfomi di Hodgkin o non Hodgkin irradiazione di lesioni linfonodali voluminose all'esordio o poco rispondenti alla chemioterapia. Vescica come trattamento di tumori estesi o infiltranti la parete vescicale in alternativa ad interventi chirurgici demolitivi come trattamento neo-adiuvante o adiuvante ad interventi chirurgici conservativi. Testa-collo nella cura di lesioni spinocellulari avanzate di particolari sedi (cavo orale, laringe) in alternativa ad interventi chirurgici funzionalmente mutilanti. Anali trattamento di tumori squamocellulari anali e del canale anale diagnosticati anche in fase precoce, seguito o meno da un intervento chirurgico conservativo. INDICE Radioterapia con finalità palliativa Tumori Indicazioni Polmone controllo della malattia sintomatica (dolore, tosse, intrattabile, emoftoe, dispnea) o rapidamente evolvente. Utile in casi specifici la brachiterapia endobronchiale. Esofago controllo della disfagia legata a lesioni spinocellulari non operabili del 1/3 prossimale o estese al mediastino.Utile in casi selezionati la brachiterapia endoluminale. Metastasi Ossee risoluzione anche definitiva del dolore osseo. prevenzione di fratture patologiche o di schiacciamenti vertebrali Metastasi cerebrali nel temporaneo controllo della sintomatologia neurologica in associazione a terapia medica
 
IMRT 9 24 Setembre 2002 IMRT CADPLAN / RIT113 DOCUMENTO N° 3 VALUTAZIONI DOSIMETRIA PER PELICOLA Intituto Sainte CATHERINE 2002 Institut Sainte CATHERINE AVIGNON 1 Version 24 Septembre 2002 Per ricevere l'intero articolo mandare una mail: maales@tin.it
 
IMRT 8 HOW TO CREATE A USABLE CALIBRATION FILE - PART 1 Find this information in the RIT113 v. 3.13 User’s Manual pp. 55- 68. Build your Optical Density (OD) Calibration file using the 32- step wedge that we provided to determine how your scanner interprets specific optical densities. After you build this OD file you can use it to build a Dose Calibration file, which you use to analyze images. Please read through these steps before proceeding. ١ . First scan in your 32- step wedge. It will be helpful later if you select an ROI (Region of Interest) now that crops out the dense black bar at the top of the image, inside the side edges about 3 cm, and all the way down to the bottom Continue through the routine and save the cropped image with a filename (we usually call it OD. cal) that you can identify later. Make sure you note the name of the folder where you’re saving the image ٢ . After you have saved the image like the example shown, go to the Calibrate> Step Wedge Calibration routine. The first box asks for the name of the 32- step wedge image. Click on the ellipsis button next to the box, navigate to the image you just scanned and saved, and double- click on its filename. Note that you are looking for a file with a *. hdr extension. Whenever you ask for a saved image in the RIT software, you must reference the *. hdr extension. In the next box, the software asks for an output file name. This will be the name of the OD cal file that will be created at the completion of this routine. Type in a name for the calibration file that you can easily identify (no spaces or special characters and no extension). The software will give your file a *. cal extension. The rest of the boxes ask for labels for your use. Click on OK. ٣ . Your image will be displayed for your approval. Click on continue. The next dialog box asks if your ROI is acceptable. Right now, your ROI is the entire image. If you want to further reduce the area of the image that gets analyzed (like the red ROI pictured at left), choose “No” and select a new ROI. If you just want to use the whole image (which you probably do if you cropped in step 2) choose “Yes” and continue. ٤ . After automatically filtering and aligning the image, the software prompts you to type in the values for each step found in milli- OD units. These values can be found on the sheet included with the step wedge film in OD units. Start at number two (because number one was the large high- density bar that was cropped earlier), enter the OD value multiplied by 1000, and tab through the rest of the steps until you are finished. The software will then create a characteristic curve that can be printed. ٥ . The calibration file you just created will be used in the creation of your dose calibration files, which will convert optical densities to dose.  R a d i o l o g i c a l I m a g i n g T e ch n o l o g y 6 3 7 E l k t o n D r i v e C o l o r ad o S p r i n g s , C O 8 0 9 0 7 8 8 8 -9 9 2 -1 0 7 7 1 Per ricevere l'articolo intero mandare una mail: maales@tin.it
 
IMRT 7 How to calculate the dose scale factor and the pixel size for IMRT routines DOSE SCALE FACTOR Method One: First go to Dose, Isodose Lines. Read in the film and the cal file. Use the same filter you will be using in the IMRT routine (a minimum 3x3 median filter is recommended). Follow the routine until you get to the statistics routine, making a note of the max dose value of the film. Write this down. Next read in the plan, display it and make a note of the max number on the gray scale on the right side of the screen. Divide the Dose by the Gray Scale. This will be your plan dose scale factor. Method Two (using Plan Film Isodose): For the Plan Dose Scale factor, put in an initial value, example 0.5. Go through the routine, normalizing to the maximum values on Plan and Film until the Ting Factor is displayed. MULTIPLY the Ting Factor by the initial value (0.5 in our example). This will be the plan dose scale factor. Method Three (using Plan Film Profiles) As in method two, guess an initial value. Go through the routine being sure to choose NO normalization. After the profiles are displayed a screen will be displayed with a suggested scale value. Your initial guess DIVIDED by this suggested scale value will be the Dose Scale Factor. Note: If the Treatment Planning System supplies a Plan Dose scale factor in the Dose file; this value overwrites whatever the user puts in PLAN FILE RESOLUTION Note: When doing Plan to File registration (which is most of the time) this value is extraneous and not used in the analysis. Any value may be put in. In File to Plan registration the value is critical. With the Plan image displayed, hit the page down key on your keyboard about 10 times (this will not do anything on your screen, it will only assure that you can move around on the image one pixel at a time). Make a note of the x value on the right side of your screen, hit the left arrow button on your keyboard once and make a note of the new x value. Subtract this from the first x value. This is your pixel size. Per ricevere l'intero articolo mandare una mail a: maales@tin.it
 
IMRT 6 Film Dosimetry in H& N IMRT John N. Kordomenos Ph. D. Advanced Radiotherapy Consulting Per ricevere l'articolo completo,mandare una e-mail: maales@tin.it
 
IMRT 5 1 Processing Recommendations For Oncology Jerry Miller, R. T., B. S. Per ricevere l'articolo completo mandare una e-mail: maales@tin.it
 
IMRT 4 Optimizing QA Measurements with Film Dosimetry Dan Ritt Radiological Imaging Technology, Inc. Colorado Springs, CO 80907 719- 590- 1077 danritt@ radimage. com 02/ 10/ 2002 (C) 2002 Radiological Imaging Technology, Inc. Per ricevere l'articolo completo mandare una e-mail: maales@tin.it
 
IMRT 3 Patient Specific Quality Patient Specific Quality Assurance for IMRT Assurance for IMRT Chester R. Ramsey, Ph. D. Chester R. Ramsey, Ph. D. Thompson Cancer Survival Center, Knoxville, TN Thompson Cancer Survival Center, Knoxville, TN Per ricevere l'articolo completo mandare una e-mail: maales@tin.it
 
IMRT 2 Peacock (i. e. Tomotherapy) Peacock (i. e. Tomotherapy) IMRT / IMRS QA IMRT / IMRS QA Bill Salter Ph. D.Assistant Professor- Radiation Oncology, UTHSCSA Associate Director - Medical Physics, CTRC Per ricevere l'articolo completo mandare una e-mail a: maales@tin.it
 
IMRT 1 Dosimetric Performance of Kodak’s EDR2 Film for IMRT QA Arthur J. Olch, Ph. D., DABMP Associate Professor of Pediatrics and Radiation Oncology (USC)Chief of Physics, Radiation Oncology Program This work was supported by a grant from Eastman Kodak Company Per ricevere copia dell'articolo si prega di mandare una e-mail a: maales@tin.it
 
 
 
   
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