| LARINGE |
Tumori della laringe: Sono i tumori più frequenti, nel distretto testa-collo che in caso di piccole dimensioni, e in assenza di linfoadenopatie, possono essere curati ugualmente sia con la radioterapia che con la chirurgia. Le due tecniche hanno risultati equivalenti in termini di controllo locale e sopravvivenza. La radioterapia permette la preservazione della voce. La chirurgia può essere impiegata per il "salvataggio" in caso di fallimento della radioterapia o di ripresa di malattia dopo la radioterapia. In pratica sono piccoli tumori delle corde vocali che, potrebbero essere sicuramente ben curati con la chinirgia, ma questa presuppone l'asportazione delle corde vocali, determinando il deficit della parola.
La terapia con radiazioni è però possibile solo nel caso non vi sia un grosso interessamento linfonodale, nel collo infatti sono presenti circa 200 linfonodi, divisi in differenti regioni:
· Sottomentonieri · Sottomandibolari · Giugulari Alti · Giugulari Medi · Giugulari Bassi · Retrospinali · Prelaringei · Pre e Para-Tracheali · Paraesofagei · Ricorrenziali
Nei tempi passati, il trattamento di un tumore testa-collo con metastasi ai linfonodi consisteva nel togliere, oltre alla massa tumorale, anche tutti i linfonodi del lato interessato i vasi (carotide, giugulare, ecc.) per rendere l'intervento più radicale possibile. Col tempo però è stata fatta una selezione delle stazioni linfonodali che più frequentemente vengono interessate al fine di effettuare un intervento più selettivo.
Per quanto riguarda la tecnica di irradiazione, si utilizzano 3 campi: due laterali contrapposti per la parte del collo alto e un campo antero-posteriore per la parte del collo basso. Per irradiare i linfonodi che non sono sicuramente sede di malattia, ma che potrebbero esserlo, si usa una tecnica denominata shrinking:
Tecnica Shrinking Fields (campi che si restringono) Si comincia con un campo grande fino a 46 Gy che è la dose di tolleranza per il midollo spinale,dopo di che si stringe il campo fino al raggiungimeto di 70 Gy circa.
Nei tumori localmente avanzati è importantissimo l'approccio multidisciplinare, cioè la collaborazione tra chirurgia, radioterapia e terapia farmacologica, .
Tecniche radioterapiche nella palliazione Può essere fatta con la tecnica dei radionuclidi o con la radioterapia a fasci esterni. Mentre la radioterapia con radionuclidi ha una valenza solamente antalgica, quella con i fasci esterni si utilizza per la prvenzione di fratture . Lo schema più utilizzato è quello che prevede 10 frazioni da 3 Gy (in 2 settimane), ma questo schema è suscettibile a variazioni a seconda della condizione e dell’aspettativa di vita del paziente.
Terapia con radiazioni nei bambini Sebbene sia in alcuni casi inevitabile, si preferisce evitare questa metodica, avvalendosi principalmente di chemio e chirurgia. I problemi legati alla radioterapia nei bambini, sono infatti frequenti e gravi. Alcuni tumori infantili, come ad esempio il medulloblastoma, prevedono comunque l’utilizzo della radioterapia associata alla altre metodiche terapeutiche, in questa neoplasia sarà necessaria l’rradiazione di tutto il capo e della colonna, con rischi legati a danni neurologici e/o di crescita oseea, soprattutto se l’età del paziente è inferiore ai 3 anni. Si prediligono dunque, qundo possibile chemioterapia e chirurgia.
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